Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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Vaccinazioni: basta con in bambini di serie A e di serie B. Anche per questo #BastaunSì

disegno-di-diritti-bambini-coloratoNel corso dei miei incontri per la campagna referendaria ho avuto pochi giorni fa un’esperienza significativa. Ho incontrato l’amica Patrizia Beacci, pediatra, che subito dopo i saluti mi ha censurato ogni introduzione e convenevole invitando me e la mia collaboratrice, che era presente, a fare, per così dire, un gioco. Ci ha dato un foglio per uno. Sul mio c’era il calendario delle vaccinazioni previsto dalla Valle d’Aosta, sul suo quello della Puglia, su quello della mia assistente il prospetto della Calabria. Poi ha detto: «immaginiamo che in questo istante nasca un figlio ad ognuno di noi, uno in Valle d’Aosta, uno in Puglia, uno in Calabria». E ci siamo messi a ‘giocare’, scoprendo così che oggi, a costituzione vigente, ci sono in Italia bambini di serie a e bambini di serie b, bambini cui spetta un regime di vaccinazioni completo e bambini che fanno solo quelle ‘di base’. Patrizia si è lamentata del fatto che su questi temi non stiamo facendo e dicendo abbastanza. E ha ragione. La riforma costituzionale, tra le altre cose, disegna un’Italia in cui – al netto delle funzioni organizzative e di programmazione, che giustamente restano in capo alle Regioni e alle Conferenze dei Sindaci – le grandi scelte sulla sanità (come appunto il calendario delle vaccinazioni) devono garantire uniformità in tutto il paese. Se vince il , avremo un paese in cui i bambini di Andria e di Rovereto, di Reggio Emilia e di Pomezia, di Olbia e di Pistoia, di Mantova e di Matera avranno il diritto agli stessi vaccini. Se vince il No, avremo ancora bambini di serie a e bambini di serie b.

Chi sceglie il non vuole archiviare la vecchia bellissima Italia. La vuole al contrario portare a testa alta nel futuro. E desiderare un’Italia più semplice e competitiva non è cosa che riguarda solo il mondo economico e imprenditoriale. Riguarda l’Italia del volontariato, l’Italia che produce cultura, l’Italia che si prende cura del paesaggio e dell’ambiente. E riguarda anche i diritti essenziali delle italiane e degli italiani. Soprattutto quelli dei nostri figli.

Massimo Baldi, 13.11.2016

Pubblicato in C’est la politique, Pensamenti, Senza categoria