Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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Una comunità appassionata e organizzata, una leader in grado di guidarla

Quella che segue è la traccia del mio intervento introduttivo pronunciato il 27 aprile 2017 al Museo Marino Marini di Pistoia in occasione dell’incontro organizzato dal Comitato Provinciale della mozione Renzi di Pistoia.

Quest’oggi ricorrono molti anniversari. L’indipendenza della Toscana. La morte di Antonio Gramsci. Ma, per me, c’è un anniversario speciale: dodici anni fa, il 27 aprile del 2005, discutevo infatti la mia tesi di laurea intitolata Linguaggio e verità in Paul Celan. Mi perdonerete se approfitto di questa piccola ricorrenza personale per avviare la mia riflessione. «Si parla a vuoto di giustizia finché la più grande delle navi da battaglia non si infrange sulla fronte di un annegato», scriveva proprio Paul Celan in un suo frammento.

A prescindere da tante frasi fatte che affollano le cronache politiche, sono convinto che non ci si possa esercitare in questa arte anomala che è appunto la politica se non si muove da quell’assunto, dal contenuto di verità di quel frammento. D’altronde, la nostra stessa Costituzione, all’art. 3 recita così: «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana».

Il cuore della missione e il senso dell’agire del nostro partito ha in queste parole, fissate nella Costituzione, il proprio luogo naturale di espressione e di esercizio.

Ora però, fissati questi obiettivi, da persone serie quali siamo e vogliamo continuare a essere, dobbiamo fare due cose: a) collocare questi obiettivi nella realtà attuale, farvi gravare (come scriveva ancora Celan) «l’accento acuto del presente»; b) disporre gli strumenti, i progetti e le strategie necessari a raggiungere questi obiettivi.

In questo contesto, si distingue chiaramente la mozione e in fondo il curriculum recente di Matteo Renzi rispetto ad altre ipotesi e ad altre proposte.

Voglio spendere poche parole, non voglio rubare tempo al nostro ospite, per questo sintetizzerò il senso di questa mia, di questa nostra scelta in tre concetti.

  1. POLITICA: credo, fortemente, che Renzi sia al momento l’unica guida in grado di riattivare quell’investimento simbolico nella politica che rappresenta l’unico serio, sostenibile, e longevo argine al dilagare delle destre e dei sovranismi. E questo, soprattutto, per la sua capacità di mandare messaggi chiari al Paese e all’Europa;
  2. OPPORTUNITÀ: il principale ostacolo alla realtà di un’Italia più giusta, più solidale, più libera, è ancora oggi prodotto da un deficit di opportunità per le donne e gli uomini, e soprattutto per le ragazze e i ragazzi italiani. Assistenzialismo, egualitarismo al ribasso, confusione ideologica tra lotta alla povertà e lotta alla ricchezza sono le ricette di una sinistra che – come abbiamo visto in Francia – non vince e non convince. Renzi ha dimostrato in questi anni di immaginare un partito e un paese in cui il progetto è un altro: tendere una mano a chi soffre, a chi non ce la fa, ma racchiudendo in questa mano non un pugno di lenticchie o trenta denari a fondo perduto, ma la concretezza di un’opportunità, di un progetto basato sul talento, sul sapere, sul saper fare e anche su quel “saperci fare” che come italiani ci rende unici nel mondo.
  3. PAGINA 14: è la pagina della mozione Avanti, insieme in cui si parla del partito. Qui, innegabilmente, la proposta di Renzi approfondisce e affronta il tema del partito in un modo in cui nella sua precedente esperienza non aveva fatto. Questa pagina 14 è il segno di un progetto vero, coraggioso, ma anche sostenibile: quello di un partito plurale ma non caotico, radicato sul territorio ma anche capace di abitare con senso del presente quel luogo di socialità che è la rete, orgoglioso di essere strumento democratico e di democrazia ma consapevole della sua continua necessità di rinnovarsi. Un partito che in qualunque contesto elettorale – e faremo di tutto per curvare quello attuale verso un sistema che garantisca governabilità – sappia esercitare influenza, se non egemonia, sull’intero sistema politico, trasformando le discussioni in decisioni, le proposte in fatti, i problemi in soluzioni.

Perché la più grande delle navi da battaglia si infranga sulla fronte di un annegato serve una politica forte e autorevole. Serve una politica che non si accontenti delle parole d’ordine e degli slogan, una politica che abbia un amore per la realtà e la concretezza senza il quale non sarà mai all’altezza della propria missione. Serve una comunità appassionata e organizzata. E serve un leader capace di guidarla. Difficile non vedere che l’unico a poter essere quel leader è Matteo Renzi.

 

Massimo Baldi, 28.04.2017

Pubblicato in C’est la politique, Pensamenti, Senza categoria