Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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Modifiche all’Italicum? Purché qualcuno vinca le elezioni!

imageL’Italicum, com’è ovvio, non è un dogma della fede né un testo sacro. Può essere modificato e, come ogni altra legge, può essere potenzialmente sostituito da altra disposizione di legge. Io stesso, se potessi, tornerei all’Italicum prima versione, con soglie di accesso più alte, senza la candidabilità in più collegi e senza le preferenze.

Il tema vero – oltre a quello dei numeri in parlamento per approvare qualsivoglia modifica – è se modifiche e revisioni comportino criticità maggiori rispetto al testo da cui si parte. E a mio avviso tutte le proposte finora avanzate ne comporterebbero di maggiori. Il grande merito dell’Italicum – obiettivamente – è quello di garantire la certezza del risultato elettorale. Un patrimonio, questo, a cui non possiamo rinunciare. Tutte le proposte di modifica finora avanzate, tanto quelle strutturate quanto quelle semplicemente affidate a dichiarazioni estemporanee, rimuovono o logorano questa qualità che l’Italicum detiene e garantisce. Farò una breve rassegna delle tre principali proposte emerse in questi giorni.

PREMIO ALLA COALIZIONE ANZICHÉ ALLA LISTA
È sicuramente la proposta di modifica più soft; quella che, in effetti, non mina del tutto il principio di chiarezza del risultato elettorale. Il rischio, però, è quello della creazione di coalizione vaste ed eterogenee all’interno delle quali i partiti più piccoli, costituitisi quasi sempre più per covenienze contingenti che per vera distinzione politica, detengono un potere di veto troppo grande. Il premio alla lista ha il vantaggio di incoraggiare la semplificazione dell’offerta politica, portando i piccoli partiti, che si dintinguono dagli altri più per autonomia organizzativa della classe dirigente che per l’indirizzo politico che li sostanzia, a confluire in liste uniche.

MATTARELLUM 2.0
Ritorno al mattarellum con qualche ritocco ai premi di maggioranza: questa in sostanza la proposta di parte della minoranza pd. Ecco, a mio avviso qui siamo di fronte a un paradosso politico. Quella stessa parte del partito che predica una netta virata a sinistra del PD e il ritorno al progetto di un centro-sinistra ulivista stile anni Novanta, propone un modello elettorale il cui esito più probabile sarebbe quello di consegnare il paese a un governo di coalizione tra centro-destra e centro-sinistra.  Dobbiamo forse pensare che a qualcuno, nel partito, un governo guidato da Renzi e sostenuto dal solo PD piace meno di un governo di coalizione guidato, la butto lì, da un tecnico e sostenuto anche dal centro-destra?

RIMOZIONE DEL BALLOTTAGGIO
Nella mia breve esperienza politica sono stato quasi sempre in accordo con Giorgio Napolitano. E sono d’accordo con gran parte di quanto contenuto nella sua intervista al «Foglio», in particolare sul fatto che sulle grandi questioni (immigrazione, Europa, politiche per lo sviluppo etc.) l’Italia abbia bisogno di una maggiore collaborazione attiva tra forze di governo e forze di opposizione, coinvolgendo e responsabilizzando maggiormente queste ultime. Ma riterrei improprio che tale collaborazione fosse di fatto resa necessaria da un meccanismo elettorale che difficilmente garantisce governabilità autonoma, ovvero la garanzia che a un certo punto qualcuno si assume la responsabilità di decidere e ha i numeri per tradurre le decisioni in atti. Per questo serve un premio di maggioranza anche per chi non raggiunge soglie altissime; e il ballottaggio è il metodo più democratico e legittimante di assegnazione di un simile premio di maggioranza. È l’unico sostenibile per assegnare un premio a chi al primo turno si è collocato a grande distanza dalla soglia del 50%, l’unico che collega il premio al consenso. Non ne conosco di migliori.

Massimo Baldi, 21.07.2016

Pubblicato in C’est la politique, Pensamenti, Senza categoria