Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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massimo baldi – il futuro, un anno dopo – enews #4

Attenzione. Questa è la noiosa mail di un politico che ricorda l’anniversario della sua elezione. In via del tutto eccezionale, però, non troverete né l’elenco un po’ enfatizzato delle sue battaglie e conquiste, né una sfilata di fotografie in cui sorride. Solo una breve riflessione. Ma comunque noiosa. Buona lettura.  

È passato esattamente un anno da quando un giornalista de «Il Tirreno» mi telefonò per chiedermi un commento sulla nomina di Federica Fratoni ad assessore regionale e sulla mia conseguente elezione a consigliere regionale.

Mi trovavo a Roma e la telefonata mi raggiunse sulla banchina della stazione Termini. Il giornalista era sicuro che io fossi già al corrente della notizia (ah, la mitologia dei ‘caminetti’ e delle ‘segrete stanze’ in cui tutto è già deciso!) e non credo di averlo convinto del contrario. Ma la pura verità è che fu lui a darmi la notizia, di cui non sapevo nulla. Una notizia che ovviamente mi riempì di gioia (oltre 8400 persone mi avevano votato!) e di paura (oddio: oltre 8400 persone mi avevano votato!).

Al giornalista dissi semplicemente quattro cose: 1) che ero felice per Federica; 2) che ero certo avrebbe fatto un buon lavoro; 3) che ero pronto alla sfida; 4) che mi stavo per assumere una grande responsabilità. Tre cose vere e una bugia: non ero per niente pronto.

Scriveva il vecchio Agostino d’Ippona: «Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più». Oh se aveva ragione! Anch’io di questo anno così diverso dagli altri non saprei spiegare granché. Se pensando ai primi giorni in consiglio ascoltassi semplicemente il mio ‘interiore’ direi che mi sembra ieri, che mi sento ancora esattamente come allora – entusiasta e appassionato e nel contempo inesperto e disorientato – e che quest’anno è volato. Ma se, lucidamente, paragono una giornata della mia vita fino al 2014 con una mia giornata standard di quest’anno, vedo chiaramente quanto e cosa è cambiato. Non solo per le tante ore che dedico quotidianamente alla politica attiva, questo è il minimo sindacale. Ma proprio per il modo in cui mi trovo, istintivamente, a gettare lo sguardo sulla realtà: con un’ossessione per la concretezza, per l’organizzazione, per la messa a fuoco dei problemi in termini pragmatici e politici che in effetti, allora, mi era sconosciuta.

Come sconosciuta mi era una buona parte del mondo su cui un consigliere regionale deve legiferare e decidere. Ero appassionato di politiche economiche, di assetto istituzionale, di politiche culturali, di sistema socio-sanitario; ma caccia, pesca, rievocazioni storiche, forestazione, siamo onesti: tutte questioni importanti per la vita di migliaia di persone che, purtroppo, mi erano sostanzialmente ignote e su cui ho dovuto studiare e, sulle prime, affidarmi non poco all’esperienza dei colleghi più esperti.

Un passo alla volta, ho cercato di rimettermi in pari e provo oggi, ogni giorno, ad essere all’altezza. Cerco inoltre di essere presente sul territorio, ben consapevole che rispetto ai nostri predecessori abbiamo, per forza di cose, un onore di rappresentanza e di ‘trasmissione’ più marcato. Sono molto presente – per alcuni anche troppo – sui social network e in genere sulla rete. Ognuno la pensa come vuole, ma a mio avviso Facebook non è una bacheca degli annunci, ma un luogo di socialità che chi ha pro tempore l’onore-onore di amministrare non può concedersi il lusso di disertare. Cerco inoltre di presidiare il dibattito sull’attualità politica nazionale e locale. Anche qui c’è chi pensa che lo faccio troppo e troppo spesso, che dovrei essere più furbo e meno schierato. Apprezzo i buoni consigli, ma per quello che mi riguarda non ho nessuna intenzione di porre le basi per una longevità politica vitalizia. Gli anni della mia vita che dedicherò a quest’arte bellissima e delicata non saranno molti. E finché sarò, come si dice, ‘della partita’ non ho nessuna intenzione di fare politica col freno a mano tirato.

Prima di zittirmi, vi ricordo che cliccando qui potete prendere visione, schematicamente, di tutto il lavoro da me svolto in Consiglio regionale e nelle commissioni.

Bene. Adesso ho finito sul serio. È stato un anno bellissimo, davvero. So di vivere, pro tempore, una vita da privilegiato, ma vi garantisco che faccio e farò di tutto per dare sempre più di quanto ricevo.

Mando a ognuna e ognuno di voi il mio più caro saluto.

Vostro,

Massimo

Pubblicato in C’est la politique, Pensamenti, Pistoia, Senza categoria