Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI MASSIMO BALDI

Le pasque di ogni giorno e il messaggio della morte e resurrezione di Cristo

Non è un caso che l’immagine del Cristo morente sia al centro delle più belle opere d’arte della storia. Il Cristo morente è l’esempio par excellance del connubio tra dolore e bellezza che si rappresenta nella commozione, di un dolore capace di liberare un demone di speranza e d’amore e di non esaurirsi in se stesso. La prima resurrezione avviene forse in questo passaggio (pessach, da cui Pasqua) in cui nel dolore del Cristo morente traspare la  bellezza dell’umanità, la luce della vita che non si estingue nemmeno nell’occhio di chi viene meno.

In questi nostri tempi in cui le immagini dominano la vita percettiva dell’umanità, in cui il dolore  diventa disperazione e la speranza si consuma tutta insieme nell’esaltazione e nell’eccesso di entusiasmo, ancora più forte diviene per tutti, laici e credenti, cristiani e non, il messaggio della morte e resurrezione di Cristo.

Con una distinzione fondamentale: mentre l’immagine della passione, delle tenebre  e della Pasqua contiene in sé tutta la forza del dolore e della speranza, consuma in se stessa il passaggio, le immagini e l’esperienza attuale del dolore chiedono a noi di compiere quel passaggio. Il regno di Dio, e in genere l’armonia tra giustizia, verità è bellezza, non è più soltanto nel regno dei cieli, ma abita il cuore dell’uomo. E noi non possiamo fermarci alla contemplazione. Dobbiamo compiere due passaggi: dalla disperazione alla speranza e dalla speranza all’azione.

Le recenti immagini della strage in Kenya ci gettano negli occhi la morte nella sua forma più definitiva e irredimibile. La morte che non è più il quieto e intimo spegnersi dell’individuo, è una morte violenta e di massa, un mero fatto in cui i volti si perdono e si confondono, in cui il dolore non sa trasformarsi in speranza. Quel passaggio dobbiamo farlo noi, superando l’esterrefatta contemplazione del male, superando la rabbia e l’indignazione, giocando tutte le nostre energie morali e sentimentali sul tavolo della vita attiva e dell’impegno.

 

Questi eventi tragici non sono meri fatti, non sono cose che semplicemente accadono, sono frutto dell’azione umana perpetrata per altro nel nome di Dio. Per questo, una volta consumato il lutto e recitate le nostre preghiere (che siano preghiere cristiane o laiche liturgie dell’individuo al cospetto dell’orrore), è necessario compiere il passaggio, rispondere alla prassi della morte con una prassi della vita, agire in vista di quel mondo utopico in cui le stragi non esistono e in cui il rapporto tra gli uomini non conosce violenza e sopraffazione. Mentre estremisti e integralisti reclutano uomini per un azione di morte, noi siamo chiamati a reclutare noi stessi per combattere quel l’azione di morte con la cultura del rispetto, della tolleranza e dell’amore, non avendo alcun’altra legge se non lo sguardo reale dell’altro, che ci comanda e ci chiede soltanto di essere amato.

Buona Pasqua a tutti

Massimo Baldi, 05.04.2015

Pubblicato in C’est la politique, Senza categoria, Studi leggiadri e sudate carte
Taggato con: , , , , , , , , , ,