Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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#lacosagiusta – profughi, accoglienza diffusa e la bugia di Ibrahim

12033086_10207859823043183_458825598370021622_n Ibrahim Koive è un ragazzo ivoriano di 20 anni. Ha perso quasi tutta la sua famiglia a seguito della guerra civile del 2010, e, precisamente, a causa dell’attivismo politico del fratello. A portarlo via dall’inferno sono state tre cose: il coraggio, la solidarietà di un amico ma anche di tanti generosi sconosciuti, e la passione per il calcio. È un giocatore di tutto rispetto, Ibrahim, un giovane talentuoso e forte, forte abbastanza da sopravvivere a quattro giorni di digiuno su un pick-up nel viaggio tra la Guinea, il Mali, il Burchina, il Niger e la Libia; forte abbastanza per camminare per un’intera notte a piedi nudi in fuga da un carcere in cui era stato ingiustamente recluso e disumanamente trattato; forte abbastanza da crearsi un presente, da credere nel futuro pur recando in sé una ferita inguaribile che proviene dal passato. È forse proprio questo terribile nodo al fazzoletto, questa impossibilità di dimenticare, che gli dà questa forza.

Il 22 Ottobre 2014 Ibrahim è stato accolto nella struttura de Le Piastre, è stato tra i più attivi, tra i più disponibili, tra i più entusiasti nel mobilitarsi attivamente per stabilire un contatto, un rapporto di solidarietà reciproca, e non solo passiva, con la comunità che lo ospita. Non parliamo solo di attività organizzate, ma anche della sua immediata, umana, creaturale disponibilità ad aiutare il vicinato e a stabilire con esso quotidiani rapporti di convivialità.

A Ibrahim, però, come a tutte le persone serie, piace soprattutto divertirsi. Ha partecipato alla sfida calcistica tra profughi e indigeni pochi mesi fa e ha messo in mostra le sue doti di calciatore e di leader discreto e intelligente. Ma forse il meglio di sé l’ha dato al Campionato Italiano della bugia che si svolge ogni anno alle Piastre. Nella competizione del 2015 un numero consistente di rifugiati ha contribuito all’organizzazione, facendo servizio d’ordine, occupandosi della pulizia delle strade, rimboccandosi le maniche. Ibrahim ha contribuito con una “bugia” (che nel vernacolo non significa menzogna ma affabulazione, racconto inventato ma spesso assai efficace nel mettere a fuoco le verità ultime del mondo reale). Ibrahim è arrivato terzo con una “bugia” a dir poco geniale: “In accordo con la Pro-loco stiamo organizzando una raccolta fondi per costruire una grande moschea al centro del paese. Abbiamo infatti scoperto che gli Italiani si integrano molto bene con lo stile di vita dei profughi. Ringraziamo infine gli esercenti del paese che ci hanno offerto un lavoro. Lo accetteremo volentieri quando rientreremo dalle vacanze a Formentera. Firmato Ibrahim Koive Salvini”.12046990_10207859822003157_8197316134899274025_n

L’ironia e la generosità, come sappiamo, nascono spesso dal dolore. E paradossalmente, proprio per questo, possono aprire le porte della felicità.

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