Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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Dalla parte del vivaismo, guardando al futuro

Per anni, con qualche eccezione, città e mondo del vivaismo hanno vissuto su pianeti paralleli, le città ignoravano le aziende e queste non prendevano parte alla vita delle città.
Da qualche anno il ghiaccio è stato rotto, per lo più unilateralmente: la politica – con qualche eccezione – ha continuato sulla sua strada, ma il vivaismo ha iniziato tangibilmente a prendere parte alla vita della società, diventando talvolta quasi una protesi indiretta che copriva le mancanze della politica. Penso alle tante sponsorship sportiimageve, alle iniziative culturali, all’aiuto al terzo settore.
Crisi economica e recenti vicende legate agli accertamenti fiscali stanno sferrando duri colpi al settore, fino a paventare il rischio di vederlo morire. Si tratta di una realtà di più di mille aziende, organizzata in una filiera e in un distretto che producono lavoro e cultura in territori che fino a non molti decenni fa erano limitati a un’agricoltura povera che, senza i vivaisti, sarebbe stata spazzata via dall’urbanizzazione e dal consumo di suolo.
Dobbiamo tutelare il processo di integrazione tra vivaismo e società. Certo qualche passo in avanti dovranno farlo anche gli imprenditori, accettando regole nuove, più chiare e più al passo coi tempi. Ma il primo passo deve farlo la politica, facendosi carico della tutela del vivaismo come di un patrimonio non solo imprenditoriale ed economico, ma anche culturale e sociale.

Massimo Baldi, 20.05.2015

 

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