Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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Consorzio Basso Valdarno: la semplificazione non sia liquidazione dei territori

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Amministrazione intelligente e capillarità territoriale non sono ricette in contraddizione. Sono al contrario gli ingredienti complementari di un sistema che possa funzionare bene, costare meno e rispondere ai bisogni.

Per questa ragione, nel quadro attuale, ritengo corretta la posizione espressa dai sindaci della Valdinievole rispetto al nuovo P.O.V. del Consorzio Basso Valdarno. Se è giusto infatti dare applicazione e seguito alla legge 79/2012 con azioni di efficientamento e di spending review, azioni che certo non possono non includere anche un accentramento delle funzioni amministrative, è nel contempo impensabile che un ente preposto a un servizio così delicato non sia dotato di un’organizzazione e una logistica che tengano conto dell’articolazione territoriale e delle sue esigenze (che hanno non di rado anche carattere di urgenza). Inoltre, trovo difficile sostenere le ragioni di un processo di semplificazione che comporta, come sembra, costi aggiuntivi anziché risparmi per l’ente che ne diviene oggetto.

Se dunque gli indirizzi organizzativi del Consorzio Basso Valdarno dovessero andare nella direzione paventata di un aziendalismo che trascende il territorio e che finirebbe, con ogni probabilità, per mettere in discussione la strategicità della sede operativa di Ponte Buggianese, credo che di un simile processo dovremmo dare, anche a livello istituzionale, una valutazione negativa. E questo, sia chiaro, non per ragioni di difesa, magari sindacale, dell’esistente, ma di corretta comprensione e attuazione degli indirizzi contenuti nelle direttive e nelle norme che hanno disciplinato la riorganizzazione dei consorzi. Le linee guida del Piano, a mio avviso, devono essere riviste. Ed è inoltre necessario che questa elaborazione, con trasparenza e senza ambiguità, sia svolta simultaneamente a quella di una riorganizzazione delle sedi e delle strutture logistiche e amministrative.

Infine, una considerazione a margine. Da alcuni mesi è stata protocollata alla Camera dei Deputati una Proposta di Legge per l’abolizione dei consorzi di bonifica. È un’iniziativa a mio avviso coraggiosa e lungimirante, che rappresenta un elemento oggi vacante, eppure necessario, nel quadro del riassetto istituzionale complessivo che interessa il paese e le regioni. Obiettivo di una simile riforma, però, non è – come pensano i detrattori e alcuni sedicenti sostenitori del progetto – la liquidazione dei territori in una prospettiva aziendalistica e astrattamente dirigistico-funzionale, ma al contrario l’affidamento di un servizio oggi svolto dai consorzi al sistema degli enti locali, così da semplificare il quadro amministrativo, da contenere i costi e da rafforzare, e non sminuire, il ruolo dei territori.

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