Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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Chi sono

Sono nato a Pistoia il 5 novembre 1981. Correvano quegli anni Ottanta in cui tutto sembrava una promessa possibile: al cinema davano Il marchese del Grillo, nei negozi di dischi si vendevano Gioca jouer di Claudio Cecchetto e Una storia sbagliata di Fabrizio De André. Da poche settimane era uscito il primo pc IBM, in Francia era stata abolita la pena di morte. A 8 anni ho visto cadere il Muro di Berlino insieme a tutte le paure di un’epoca.

Cresciuto con tre donne, vivo con tre donne: mia moglie Viviana e le mie bambine Anna Libera e Agata. La mia casa vive a modo nostro, con caffè sempre sul fuoco e la porta aperta a tutti. A lungo il mio mestiere è stato studiare: mi sono laureato in filosofia e ho poi conseguito un dottorato all’Università di Siena, scrivendo libri, articoli e traduzioni. Nel 2014 mi è stata riconosciuta l’idoneità di Professore Associato. Qua e là, per necessità ho fatto anche altri mestieri, di cui vado fiero perché hanno contribuito a formare la mia idea di mondo e mi hanno permesso di conoscere la realtà quotidiana di tutti: il cassiere, il macellaio, il fruttivendolo, il segretario d’ufficio. Da quattro anni lavoro nella formazione professionale, a contatto con le fasce più deboli ed emarginate del mercato del lavoro.

Poco tagliato per lo sport, di sport ne ho fatti tanti: calcio, pallavolo, karate, tennis per finire ad innamorarmi del basket. Ho giocato per vent’anni, e negli ultimi tempi ho allenato con passione una squadra, la ASD Ferruccia. Il calcio non mi disgarba: ho un cuore nerazzurro, e quindi sofferente. Divoro libri e mi piace scrivere, sia prosa che versi. Ascolto tanta musica, soprattutto rock, classica e jazz.

Appassionato alla politica fin da bambino, per indole e per irrequietezza non ho mai aderito a nessun partito fino alla nascita del Partito Democratico, che ha saputo finalmente rappresentare i valori democratici applicati al presente che viviamo e al futuro che progettiamo.
Ho sostenuto con forza, fin dall’inizio, Matteo Renzi e il suo progetto perché ho trovato la risposta a un’esigenza di cambiamento che ho sempre avvertito come l’unica alternativa possibile a un eterno immobilismo. Non si tratta, come dicono alcuni, di abbandonare i valori della sinistra, in cui credo e ho incrollabile fiducia: si tratta, invece, di liberarsi da complessi di inferiorità e presunzioni di superiorità, elementi che hanno a lungo ostacolato un cambiamento concreto.

La mia urgenza è quella di perseguire gli stessi obiettivi di libertà e uguaglianza democratiche di sempre, ma con scelte corrispondenti all’oggi e orientate al domani.