Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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Aut Firenze aut costa. Dal Consiglio Regionale la parola fine all’età delle incertezze

imageIl Consiglio Regionale ha approvato due risoluzioni del Gruppo Pd, collegate rispettivamente al documento preliminare al bilancio di previsione e all’attuazione della legge regionale 22/2015 (che attua la legge Delrio). In entrambe, abbiamo impegnato la giunta a “individuare, all’interno dei prossimi strumenti di programmazione, ambiti e aggregati territoriali non necessariamente corrispondenti agli attuali ambiti provinciali sui quali attuare specifiche politiche regionali di sviluppo”. Tradotto, e arricchito dal significato politico che abbiamo dato alla cosa nel gruppo e nel dibattito in aula: d’ora in poi ci saranno vere risorse solo per aggregazioni territoriali più ampie delle attuali province. Tradotto ancora meglio: il tempo delle incertezze non è più il presente, è il passato. E quello delle scelte non è più il futuro, ma l’oggi. In Toscana anticipiamo i tempi perché vogliamo arrivare pronti all’appuntamento con le nuove istituzioni riformate.
A Pistoia, territorio di confine tra due aree, tocca il destino complesso ma anche promettente, di fare una scelta. E dunque per la nostra provincia in via di estinzione, e soprattutto per il PD, è il momento di produrre un dibattito chiaro, che abbia una data di scadenza prefissata e che si concluda con una decisione che risparmi a cittadini e imprese la tortura delle ambiguità a cui in passato li abbiamo abituati. Firenze o costa, tertium non datur.
È con lo stesso spirito che il PD, e le istituzioni che rappresenta, incoraggia le aggregazioni tra Comuni, ed è in discussione il tema se iniziare a farlo affiancando a strumenti incentivanti anche strumenti penalizzanti.
Le due cose, aree vaste e fusioni, sono infatti ingredienti della stessa ricetta. Dobbiamo offrire a cittadini e imprese una Pubblica Amministrazione che non solo e non tanto costi meno allo Stato, ma che costi meno a chi ne fruisce, che funzioni meglio. Dobbiamo togliere alla cattiva politica, alle conventicole paesane del consenso facile, alla penalizzazione dei cittadini a beneficio della classe dirigente, terreno sotto i piedi. E dobbiamo farlo parlando con tutti (amministrazioni, comitati cittadini, associazioni, categorie…), ma senza accettare veti o condizioni da nessuno.

Pubblicato in C’est la politique, Pensamenti, Pistoia, Senza categoria