Il motivo è il futuro Massimo Baldi

Consigliere Regionale

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Auguri e riflessioni per l’anno che comincia

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A fine anno non tiro somme,

la matematica non è mai stata

il mio forte. Spero solo di essere

rimasto nel cuore di qualcuno

(C. Bukowski)

 

 

Carissime amiche, carissimi amici,

è con piacere che affido a questa mail il mio più caro augurio di buon anno. Il 2015 è stato per me, come immaginerete, un anno bellissimo e intenso. Lo porterò nel cuore per tutta la vita. Ma non è per pararvi di me che vi scrivo. Né per parlare del passato.

Come è sempre più evidente, si presenta di fronte a noi una stagione di grandi trasformazioni. Alcune, come il cambiamento degli scenari politici internazionali, sembrano lontanissime, anche se in realtà ci riguardano da vicino. Altre, come la crisi ambientale e i flussi migratori (che pure, alla fine, non sono stati quella minacciosa aggressione che alcuni maestri della polemica annunciavano), ci fanno paura. Altre ancora, come le nuove conquiste della scienza e della medicina, accendono la nostra speranza.

Una buona politica dovrà governare, a tutti i livelli, questi processi. Partendo dal presupposto che, come ci dicevamo qualche mese fa, non si ferma il vento con le mani, e che dunque questi processi non sono semplicemente reversibili o rimovibili. Devono essere in primo luogo accettati per quello che sono e in secondo luogo gestiti. E non sarà sempre facile. Dovremo anzitutto avere quella fiducia negli uomini che è necessaria ad affrontare queste sfide. Non basteranno, infatti, gli atti di forza, i divieti, i vincoli e le sanzioni, né tutte quelle misure che si adottano nella convinzione che se qualcuno può fare qualcosa di male, lo farà. Nelle questioni planetarie come nelle dispute rionali è sempre più chiara la necessità di affidare ai protagonisti di ogni vicenda gradi di libertà e di responsabilità più ampi, la necessità, in breve, di un atto di fiducia nei confronti della libertà dell’uomo.

È con questo spirito che, anche in Consiglio Regionale, affronteremo le nostre piccole grandi sfide: la ‘messa in moto’ del nuovo sistema socio-sanitario, la legge sul turismo, le misure per l’ambiente, le politiche di indirizzo per la crescita e lo sviluppo economico, le politiche per la cultura. Ci sarà chi vuole lasciare tutto com’è: saranno molti e saranno tenaci. A loro dovremo opporre la serenità di chi sa di operare nell’interesse dei cittadini e non di singole categorie recalcitranti. E dovremo tenere saldo il principio di responsabilità, quel principio che ci impone di accogliere e governare il cambiamento, anziché cercare stupidamente di ostacolarlo facendo pagare al futuro gli errori e le paure del presente. Sono convinto che sarà difficile. Ma sono sicuro che ce la faremo. Come recita un antico e celebre detto navajo, questo mondo non l’abbiamo ereditato dai nostri padri, ma preso in prestito dai nostri figli. E la Toscana ha ora una classe politica nuova che di questo stato di cose ha perfetta consapevolezza. 

 

Mi fermo qui. 

Un carissimo saluto

Massimo

Pubblicato in C’est la politique, Pensamenti, Senza categoria